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L’azienda oli vitivinicola biologica è nata nel 1988 a Pienza, in Toscana, dove Thomas Wulf ha impiantato i suoi primi vigneti di Manzoni bianco e Sangiovese con il n° operatore AIAB 091.
Dal 2002 si è trasferita a Vetralla dove, nella cantina aziendale, continua a vinificare le uve toscane oltre a quelle vetrallesi.
Oggi Villa Chiarini Wulf si estende su un’area di 11 ettari di cui 5 coltivati a vigneti, mentre sulla parte restante sorgono 400 ulivi centenari a prevalenza Canino, rinomata varietà autoctona della Tuscia.
I vigneti, impiantati su un terreno tufaceo di origine vulcanica in un clima temperato (altitudine 230 m.), sono nati per la felice intuizione dei proprietari Thomas Wulf e Valentina Chiarini, che hanno creduto nelle possibilità di questa terra fortemente vocata non solo all’ulivo ma anche alle uve da vino più pregiate. Manzoni bianco, Cabernet franc, Cabernet sauvignon e Merlot hanno trovato qui espressione ottimale: mediante l’accurata coltivazione biologica, la conseguente limitazione della resa, la trasformazione priva di manipolazioni che si svolge in cantina, queste uve danno vita a vini sani e naturali di alta qualità e forte identità territoriale.
Pur corrispondendo alle diverse annate ed esposizioni del terreno, la padronanza del mestiere in vigna e in cantina li rende eleganti ed equilibrati.
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I grandi ulivi sono curati con gli stessi criteri;le olive, colte precocemente, vengono portate al frantoio e lavorate il giorno stesso, ottenendo così un olio salutare e di alto livello organolettico.
L’azienda, seguita con passione e lavorata sempre in prima persona, viene condotta nella speranza che, minuscolo granello di sabbia, possa inserirsi in contesto più ampio, poiché se non è dato sovvertire l’ordinamento umano, si vorrebbe almeno cercare di non subirlo passivamente. Si tenta così di rendere un umile tributo al genius loci, nella speranza di impedirne o almeno rallentarne la fuga dalle nostre terre. Con questo spirito sono stati creati anche la vineria e gli appartamenti destinati al turismo rurale.

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Ma prima che fendiamo con il ferro un campo sconosciuto, curiamoci di imparare
(a conoscere) i vènti e il comportamento volubile del cielo, la coltivazione
tradizionale, la natura dei luoghi e quel che ciascuna regione produce oppure
ricusa di produrre.
Qui crescono meglio le biade, colà i vitigni, altrove rigogliano i prodotti arborei e,
quasi da sé, le graminacee.
Virgilio, Georgica I 53
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SABATO 26 MAGGIO IL PUNTO VENDITA RIMARRÀ
CHUSO
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